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Origines
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Le mwbqmwbgOrigines (mwbwOrigini) erano un'mwcaopera storiografica, oggi perduta, dell'mwcqautore latino mwcgMarco Porcio Catone.
Contents
• Note
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Struttura e contenuto
Composta in prosa e suddivisa in sette libri, fu scritta da Catone in vecchiaia, dunque dopo il mwdg174 a.C. quando, compiuti i sessant'anni, l'autore poteva dirsi entrato nella mwdwsenectus.cite-ref-1[1]. Essa può essere considerata la prima vera opera mwfastoriografica romana (eccezion fatta per il mwfqmwfgBellum Poenicum di mwfwGneo Nevio, che però era un mwgapoema epico), in quanto scritta in mwgqlingua latinacite-ref-k-meister-1992-p-178-2-0[2] e non greca, come alcuni predecessori. Anche se ne restano solo un centinaio di mwhgframmenti, è, comunque, possibile conoscere almeno quale fosse il contenuto generale dell'opera grazie a mwhwCornelio Nepote nella sua brevissima biografia del Censore.cite-ref-3[3]
A quanto afferma Nepote, infatti, nel libro I si affrontava la storia di mwjqEnea e dei suoi discendenti, della mwjgfondazione di Roma e dell'mwjwetà regia; i libri II e III trattavano le origini delle principali città mwkaitaliche e comprendevano notizie di carattere geografico ed etnografico sulle mwkqpopolazioni italiche, incluse quelle dell'mwkgItalia settentrionale, tra cui mwkwGalli e mwlaLiguri - da qui il titolo mwlqOrigines; nei libri IV-V si raccontava, mwlgcapitulatim, ossia per sommi capi e con una narrazione consecutiva,cite-ref-k-meister-1992-p-178-2-1[2] lo svolgimento della mwmwprima e della mwnaseconda guerra punica, per poi concludere, negli ultimi due libri, con gli eventi successivi alla seconda guerra punica fino alla spedizione di mwnqServio Sulpicio Galba in mwngSpagna nel mwnw151 a.C., con ampie inserzioni delle orazioni pronunciate dall'autore stesso, tra le quali il discorso in mwoasenato contro il suddetto Galba nel mwoq149 a.C., pochi mesi prima della morte.cite-ref-4[4]
Catone e la storiografia
Come gli annalisti romani in lingua greca mwqaQuinto Fabio Pittore e mwqqLucio Cincio Alimento e gli autori mwqgepico-storici mwqwGneo Nevio e mwraQuinto Ennio, Catone dedicò ampio spazio alla trattazione dei miti delle origini e degli avvenimenti a lui più vicini, tralasciando invece la storia del primo mwrqperiodo repubblicano.
Numerosi sono, tuttavia, gli elementi di innovazione nell'opera di Catone: egli fu il primo a comporre un'opera storiografica in lingua latina, e tale scelta si spiega con il conservatorismo e la politica antiellenica di cui lo stesso Catone si fece promotore. Con il dominio di Roma sul mwrwMediterraneo, inoltre, era scomparsa l'esigenza propagandistica e apologetica che aveva contraddistinto le opere di Pittore e Alimento, che erano state composte in mwsagreco proprio per essere fruibili in tutto il bacino mediterraneo.
Catone rifiutò, comunque, pur se tradizionalista, lo stile tipico dell'mwsgannalistica pontificia, fondato sul minuzioso elenco di fatti, per procedere ad una narrazione sintetica, esponendo nell'opera stessa il suo programma, che prevedeva una nuova interpretazione della storiografia:
(latino)
«Non lubet scribere quod in tabula apud pontificem maximum est, quotiens annona cara, quotiens lunae aut solis lumine caligo aut quid obstiterit.»
(italiano)
«Non mi interessa scrivere quello che si trova registrato nella tavola del pontefice massimo, quante volte i prezzi dei viveri siano rincarati, quante volte una caligine o qualcos'altro abbia offuscato la luce della luna o del sole.»
(Catone, Origines, fr. 77 Peter; trad. di M.C. Grandi.)
Rispetto a Fabio Pittore e Cincio Alimento, inoltre, stemperò la connotazione politica e ideologica che aveva sempre contraddistinto la storiografia, per presentare la storia di Roma in una dimensione italica, che evidenziava il profondo rapporto di vicinanza e unitarietà che legava l'Urbe alle mwtqcivitates italiche.
Diversamente da Ennio e da Nevio, inoltre, Catone rifiutò di celebrare le grandi personalità che si erano distinte nel corso dei conflitti che Roma aveva combattuto, come era invece uso comune anche nei mwtwmwuacarmina convivalia, da parte degli esponenti dell'aristocrazia; egli, invece, con chiaro intento polemico, evitò di citare i nomi di qualsiasi condottiero o magistrato, limitandosi a riportarne la qualifica istituzionale. Egli proponeva così una nuova interpretazione di tutta la storia romana, che veniva ad essere la realizzazione comune operata da un intero popolo tramite la graduale instaurazione di un solido sistema statalecite-ref-5[5]. Dai frammenti ad oggi pervenuti sembra probabile che in tutta l'opera Catone nominasse esplicitamente solamente l'oscuro mwvqtribuno militare mwvgQuinto Cedicio,cite-ref-6[6], che diviene nel suo eroismo, dunque, simbolo dell'intero popolo romano e portatore dei valori che ogni mwwwmwxacivis deve obbligatoriamente rispettare.
Al contenuto romano ed italico dell'opera catoniana corrisponde tuttavia un ampio uso delle forme della mwxgstoriografia greca:cite-ref-k-meister-1992-p-178-2-2[2] nel corso della narrazione trovano posto numerosi discorsi diretti, particolari curiosi e mwywmirabilia, digressioni geografiche ed etnografiche che ricordano le opere di mwzaEcateo di Mileto, mwzqErodoto e mwzgTimeo di Tauromenio. In Erodoto, in particolare, è probabile che Catone abbia trovato ispirazione in quanto alla tecnica narrativa da adoperare, che prevedeva che la trattazione specifica della storia dei singoli popoli venisse inserita nel momento in cui questi entravano in contatto con Roma. Alla tradizione mwzwellenistica delle mwaamwaqκτίσεις (mwagktìseis), i racconti sulle origini dei popoli e la fondazione delle città, può inoltre essere ricondotto il titolo stesso di mwawOrigines che Catone diede alla sua opera.
Catone poté, infine, ricavare molte informazioni sui miti della fondazione di Roma e sui dati storici dalle opere degli storiografi di lingua greca a lui di poco anteriori, mwbqTimeo di Tauromenio, mwbgPolemone di Ilio e mwbwDiocle di Pepareto:cite-ref-7[7] tuttavia, a differenza dei modelli greci, che tendevano ad inserire Roma nell'orizzonte ellenistico, Catone evidenziò una dimensione romana e italica polemicamente contrapposta a quella greca.
Edizioni e traduzioni
• mwdwVeterum Historicorum Romanorum relliquiae, Disposuit recensuit praefatus est Hermannus Peter, Lipsiae, in aedibus B.G. Teubneri, 1870, pp. 51-94: M. Porcii Catonis mweaOrigines.
• mwegDas erste Buch der «Origines», Ausgabe und Erklärung der Fragmente, Meisenheim am Glan, Hain, 1971.
• mwfaLes Origines (fragments), Texte établi, traduit et commenté par Martine Chassignetmwfq, Paris, Les Belles Lettres, 1986.
Note
cite-note-11. ↑ mwhaCornelio Nepote, mwhqCatone, 3, 3.
cite-note-k-meister-1992-p-178-22. ↑ K. Meister, mwjqLa storiografia greca dalle origini all'Ellenismo, Roma-Bari, Laterza, 1992, p. 178.
cite-note-33. ↑ Cap. 3.
cite-note-66. ↑ mwngAulo Gellio, mwnwmwoaNoctes Atticae, mwoqIII, 7, 1-9 = mwogOrigines, fr. 83 Peter.
cite-note-77. ↑ Cfr. Moretti 1952.
Bibliografia
• L. Moretti, mwqqLe «Origines» di Catone, Timeo ed Eratostene, in «Rivista di filologia e di istruzione classica», LXXX (1952), pp.mwqg 289–302.
• D. Timpe, mwraLe «Origini» di Catone e la storiografia latina, Padova, Società cooperativa tipografica, 1971.
Collegamenti esterni
• citerefbritannica-com(EN) Origines, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• mwsgTestimonianze e frammenti delle Origines (in latino).